La situazione di Atene si fa sempre più critica e i giorni continuano a passare senza che un accordo sia raggiunto. Questa volta la governance europea mostra maggior rigore, dichiarandosi esplicitamente disposta ad erogare un nuovo piano di aiuti, purchè si riveli definitivo.
In altri termini ok al piano, ma che sia subordinato alla realizzazione di interventi tesi a risolvere il problema debito. Ma uno dei principali limiti di questo Paese, è che la popolazione non vuol più saperne di tagli e interventi di razionalizzazione.
I nuovi interventi di Papademos continuano a dare spazio e scioperi e manifestazioni. Il Paese è bloccato da disagi di ogni tipo e i continui scioperi non fanno che ridurre le possibilità di creare reddito.
Continuano le trattative, e c’è chi non mette più la mano sul fuoco circa le possibilità di salvataggio della Grecia. Junker, presidente dell’Eurogruppo, ha convocato per domani una riunione straordinaria, finalizzata a trovare una soluzione definitiva nel bene o nel male. I ministri delle Finanze saranno cosi riuniti ancora una volta per decidere in merito a questo grande problema che ammala l’intera area euro.
Manca l’accordo con i creditori privati, e si spera che arriverà nel corso dei prossimi giorni visto che con gli istituzionali è stato già deciso l’haircut. In giornata il Wall Street Journal ha scritto che vi è già un’intesa formale tra le parti, che deve esser però migliorata.
Nei giorni scorsi si è parlato di un taglio del 70% e di un tasso di interesse del 3,5%. Numeri forti che vedrebbero fortemente ridimensionati i detentori di obbligazioni elleniche.
Le parti sperano di trovare accordi in tempi brevi, anche perché c’è da rilanciare un Paese sull’orlo della disperazione, con una disoccupazione su livelli allarmanti e con imprese in netta crisi a causa delle tensioni del sistema finanziario.
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