Dopo il repentino crollo dei listini internazionali e il forte incremento degli spread sui titoli di Stato dei Paesi periferici, in molti hanno criticato l’immobilismo delle autorità politiche europee ed internazionali. In effetti dai lunghi e continui vertici internazionali di Ecofin, Eurogruppo e Fmi tutto emergeva meno che azioni concrete per il ripristino di un equilibrio di mercato.
Ma negli ultimi mesi è cambiato ed in questo tentativo di invertire una rotta che sembrava ormai destinare l’economia ad una sonora e profonda recessione, la nota di discontinuità è sicuramente rappresentata da Mario Draghi.
L’economista italiana, stimato anche a livello internazionale e fortemente voluto alla guida della banca centrale europea al posto di Jean Claude Trichet, ha inanellato una serie di interventi in grado di riportare la luce in fondo al tunnel. Innanzitutto per ben due volte abbassando i tassi di interesse e poi con un piano di credito illimitato per le banche europee.
Secondo Morgan Stanley le banche italiane avrebbero ottenuto prestiti per 50 miliardi di euro, dei quali 12,5 Unicredit, 12 Intesa Sanpaolo e 10 Mps. Ieri Mario Draghi ha espresso soddisfazione per quanto fatto in questi mesi, ritenendo che nei prossimi mesi la situazione dovrebbe migliorare anche se il 2012 rimarrà un anno difficile e pieno di insidie. Non mancano segnali di stabilizzazione, ma è anche vero che ci sono situazioni ancora irrisolte come quella ellenica, che nel peggiore dei casi .. quello del default disordinato, potrebbe generare forti tensioni.
Il prossimo passo sarò quello di rifinanziare i fondi salva Stati, e renderli più efficienti per affrontare al meglio la crisi.
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