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Dal 01 luglio 2011 nuovi limiti di reddito per gli assegni per il nucleo familiare

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Con la circolare n. 83 del 13.06.2011 l’INPS ha definito i nuovi livelli di reddito utili per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare (Anf). Questo sulla scorta della Legge 153/1988 che ha statuito che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’ISTAT, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente.


Ciò detto, poiché secondo i calcoli effettuati dall’Istat, la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo tra il 2009 ed il 2010 è risultata pari all’1,6%, l’INPS ha rivalutato i livelli di reddito utili per incassare l’assegno per il nucleo familiare, parametri in vigore per il periodo decorrente dal 01.07.2011 al 30.06.2012, secondo quanto precisato dalle tabelle allegate al suddetto documento di prassi contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione in relazione alle diverse tipologie di nuclei familiari. Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali alla prestazione. Le novità più rilevanti riguardano i nuclei familiari con entrambi i genitori o un solo genitore con almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili e per i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili.

 

 

 


Premessa

 

L'INPS, con circolare n. 83 del 13.06.2011, ha comunicato, come indicato dalle tabelle in calce allegate, che a decorrere dal 01.07.2011 al 30.06.2012, sono stati rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il  nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei.

 

 

 

 

Cos’è l’assegno per il nucleo familiare?

 

L’assegno per il nucleo familiare è una prestazione che è stata stabilita allo scopo di prestare soccorso alle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente:

  • i cui nuclei siano composti da più persone;
  •  i cui redditi siano al di sotto di limiti stabiliti di anno in anno per legge.

 


L’assegno spetta in misura diversa in rapporto al numero dei componenti e al reddito del nucleo familiare.

 

 

 


I soggetti beneficiari

 

L’assegno per il nucleo familiare spetta, sia nel settore privato che nel settore pubblico:

  • ai lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori in malattia, in cassa integrazione, in disoccupazione, in mobilità indennizzata, assistiti per tubercolosi);
  • ai pensionati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti ed ai pensionati dei fondi speciali (autoferrotranvieri, elettrici, gas, esattoriali, telefonici, personale di volo, dazieri);
  •  ai lavoratori parasubordinati, cioè a coloro che si sono iscritti alla Gestione separata dei   lavoratori autonomi.

 

 

 


I soggetti esclusi

 

Sono esclusi dalla prestazione dell’assegno per il nucleo familiare:

  • piccoli coltivatori diretti, per le giornate di lavoro autonomo con le quali integrano quelle di lavoro agricolo dipendente;
  •  coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  •  pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).


OSSERVA

 

A questi lavoratori si applica la disciplina sugli assegni familiari e sulle quote di maggiorazione delle pensioni.

 

 

 

 

Le caratteristiche del nucleo familiare

 

Il nucleo familiare, per ottenere l’assegno, deve avere specifiche caratteristiche che variano se il richiedente è un lavoratore dipendente, un titolare di pensione diretta o un titolare di pensione ai superstiti.

 

 

 


I lavoratori dipendenti ed i titolari di pensione diretta

 

Il nucleo familiare può essere composto da:

  • chi richiede l’assegno;
  •  il coniuge;


OSSERVA


Il coniuge, per far parte del nucleo familiare, non deve essere separato legalmente o divorziato né avere abbandonato la famiglia. Si considerano non conviventi anche i “separati in casa” cioè coloro che sono stati autorizzati dal giudice, in via temporanea, a vivere nella stessa abitazione.


In caso di divorzio o di separazione legale con affidamento congiunto dei figli, il diritto all’assegno per il nucleo familiare scatta a favore di entrambi i coniugi affidatari. Può essere stabilito di comune accordo quale dei due coniugi deve richiedere l’autorizzazione al trattamento di famiglia. In caso di contrasto tra i coniugi affidatari, viene  utilizzato il criterio della convivenza per valutare intorno a quale dei due coniugi affidatari si è ricomposto il nucleo familiare.

 

 

  • i figli legittimi o legittimati e quelli ad essi equiparati (adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge, i nipoti viventi a carico di ascendente diretto) aventi un’età inferiore ai 18 anni.


OSSERVA


Sono equiparati agli affidati i minori “in accasamento” o in collocamento eterofamiliare: si tratta cioè di quei bambini affidati ai servizi sociali e collocati in una famiglia.

 

 

  • i figli (ed equiparati) maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un lavoro proficuo;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente minori di età - o maggiorenni inabili - a condizione che: 
    • siano orfani di entrambi i genitori; 
    • non abbiano diritto alla pensione ai superstiti.


OSSERVA


Queste persone fanno parte del nucleo anche se:

  • non sono conviventi con il richiedente;
  •  non sono a carico del richiedente;
  •  non sono residenti in Italia (se il richiedente è cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione europea o di altro Stato estero con il quale esiste apposita Convenzione).

 

Fanno eccezione i figli naturali legalmente riconosciuti da entrambi i genitori per i quali è richiesta la convivenza.

 

 

 

 

 

I titolari di pensione ai superstiti

 

Nel caso di pensione ai superstiti, derivante da lavoro dipendente, possono far parte del nucleo familiare:

  • il coniuge superstite contitolare della pensione;
  •  i figli ed equiparati minorenni titolari o contitolari della pensione;
  •  i figli ed equiparati maggiorenni inabili, anche se non contitolari della pensione.


OSSERVA


Il nucleo familiare può essere composto anche da una sola persona. In questo caso si tratta di orfano/a o vedovo/a, minorenne o maggiorenne inabile, titolare di pensione ai superstiti che, se risponde ai requisiti di legge, ha diritto all’assegno per se stesso.

 

 

 

 

I soggetti esclusi

 

Sono esclusi dal nucleo del richiedente:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • il coniuge che ha abbandonato la famiglia;
  • i figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge (in caso di separazione legale o divorzio);
  • i familiari di cittadino straniero non residenti in Italia;
  • i figli naturali, riconosciuti da entrambi i genitori, che non convivono con il richiedente;
  • i figli naturali del richiedente coniugato che non siano inseriti nella sua famiglia legittima;
  • i figli ed equiparati maggiorenni, non inabili, anche se studenti o apprendisti;
  • i figli minorenni o maggiorenni inabili che sono coniugati;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti (ad eccezione dei nipoti viventi a carico dell’ascendente) - anche se minorenni o inabili - che sono orfani di un solo genitore o titolari di pensione ai superstiti o sposati;
  • i genitori e equiparati, e gli altri ascendenti.

 

 

 

 

Il reddito familiare

 

Il pagamento dell’assegno è condizionato dal reddito familiare, che è costituito dalla somma del reddito del richiedente e da quello di tutte le persone che compongono il nucleo familiare. Il reddito del nucleo familiare, da prendere in considerazione ai fini della concessione dell’assegno, è quello prodotto nell’anno solare precedente.

 

 

 


I limiti di reddito

 

Il diritto all’assegno è subordinato al reddito complessivo del nucleo familiare che non deve superare i limiti annui indicati dalla legge.  I limiti di reddito familiare hanno valore dal 1° luglio di ogni anno al 30 giugno dell’anno successivo:

  • sono stabiliti dalla legge e rivalutati ogni anno in base alla variazione percentuale dell’indice medio annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato dall’Istat.


OSSERVA


Sono previsti limiti di reddito familiare più elevati per i nuclei monoparentali e per quelli con soggetti inabili.

 

 

 

 

I redditi utili o da considerare

 

Concorrono a formare il reddito del nucleo:

  • i redditi complessivi assoggettabili all’Irpef;


ATTENZIONE


Sono assoggettabili ad Irpef:

  • redditi da lavoro dipendente, autonomo o professionale, redditi d’impresa, pensioni e vitalizi, redditi da terreni e fabbricati ecc.;
  • quelli a tassazione separata (arretrati di retribuzione o di pensione, indennità di preavviso, somme risultanti dalla capitalizzazione di prestazioni ecc.);
  • i redditi prodotti all’estero che, se fossero prodotti in Italia, sarebbero sottoposti a tassazione Irpef;
  •  i redditi da lavoro, conseguiti presso Enti internazionali aventi sede nel territorio italiano, ma non soggetti alla normativa tributaria italiana (ad esempio la FAO);
  •  gli assegni periodici corrisposti dal coniuge in caso di separazione o di divorzio (non si tiene conto della parte degli assegni destinata al mantenimento dei figli).

 

 

  • i redditi di qualsiasi natura, se di importo complessivamente superiore ad € 1.032,91 euro, e precisamente:
    • quelli esenti da imposta (pensioni, indennità e assegni erogati dal Ministero dell’Interno agli invalidi civili, ai ciechi e ai sordomuti, pensioni sociali, assegni accessori alle pensioni privilegiate di prima categoria ecc.);
    • quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sostitutiva (rendite da Bot, da Cct, e da altri titoli emessi dallo Stato, interessi bancari e postali, premi e vincite del lotto e dei concorsi a pronostici ecc.).


OSSERVA


Gli arretrati percepiti dal richiedente a titolo di retribuzione o pensione, poiché concorrono a formare il reddito del nucleo nell’anno in cui vengono percepiti, sono considerati nel reddito complessivo e quindi possono causare la perdita totale o parziale del diritto alla prestazione per quell’anno.


Se un familiare ha dei redditi da lavoro, quest’ultimi contribuiscono a calcolare il reddito familiare solo se positivi. In altre parole, le perdite di esercizio, ossia “i redditi negativi” non vengono considerati ai fini del calcolo del reddito familiare.

 

 

 

 

I redditi da escludere o non rilevanti

 

Non devono, invece, essere compresi:

  • i trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita ecc.);
  • le anticipazioni sui trattamenti di fine rapporto;
  • l’assegno per il nucleo familiare e ogni altro trattamento di famiglia dovuto per legge;
  • gli arretrati delle integrazioni salariali riferiti ad anni precedenti a quello di pagamento;
  •  le indennità di trasferta per la parte esclusa da Irpef;
  • le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  •  le pensioni di guerra e le rendite Inail;
  •  le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi non deambulanti;
  • gli assegni di superinvalidità sulle pensioni privilegiate dello Stato;
  •  le indennità di accompagnamento ai pensionati di inabilità Inps;
  •  l’indennità di frequenza ai minori invalidi civili;
  •  le indennità ai sordi prelinguali e ai ciechi parziali;
  •  gli indennizzi per danni causati da vaccinazioni, trasfusioni ed emoderivati.

 

 

 

 

La composizione del reddito

 

Il riconoscimento dell’assegno in favore del lavoratore dipendente o del pensionato è condizionato al fatto che il reddito complessivo derivi prevalentemente da lavoro dipendente o da pensione. L’assegno, infatti, spetta solo se la somma dei redditi - derivanti da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni conseguenti ad attività lavorativa dipendente (integrazioni salariali, disoccupazione ecc.) - riferita al nucleo familiare nel suo complesso, ammonta almeno al 70% dell’intero reddito familiare.


ATTENZIONE


Contribuiscono a formare la quota del 70% anche le prestazioni previdenziali derivanti da lavoro dipendente (integrazioni salariali, indennità di disoccupazione e mobilità, malattia e maternità, indennità per tubercolosi ecc.).

 

 

 

 

La domanda

 

Per ottenere il pagamento dell’assegno, l’interessato deve presentare domanda utilizzando gli appositi moduli dell’Inps reperibili presso le Sedi (in caso di pagamento diretto), presso i datori di lavoro (per la generalità dei lavoratori dipendenti) oppure sul sito dell’Istituto www.inps.it, nella sezione “moduli”, allegati in calce alla presente informativa. La domanda va presentata:

  • al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente non agricola;
  •   alla sede dell’Inps in tutti gli altri casi: pensionato, disoccupato, operaio agricolo, addetto ai servizi domestici e familiari ecc.

 


Può verificarsi che, anche nel corso dello stesso anno, il lavoratore cambi datore di lavoro, oppure che la competenza del pagamento dell’assegno passi dall’azienda all’Inps. In tal caso è necessario presentare una nuova domanda nonché la relativa documentazione.


ATTENZIONE


L’Inps, con la Circolare n. 66 del 12.04.2011, ha realizzato, nell’ambito del servizio di presentazione delle domande di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali e di mobilità ordinaria dal cittadino a mezzo del canale telematico, la funzione relativa alla richiesta dell’Assegno Nucleo Familiare, al fine di consentire la liquidazione di detta prestazione accessoria congiuntamente alle indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali e di mobilità ordinaria.

 

Ciò premesso, sulla scorta del potenziamento dei servizi telematici offerti dall’INPS ai cittadini, è stata, pertanto, creata anche la possibilità di richiedere attraverso il canale telematico l’Assegno per Nucleo Familiare.


Ne consegue che, il cittadino che dovrà presentare la domanda di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali on line o la domanda di mobilità ordinaria e che nella Sezione Compilazione Domanda richiederà l’assegno per il nucleo familiare avrà la possibilità, successivamente alla compilazione della domanda, di inserire in appositi pannelli tutti gli elementi necessari per il calcolo dell’assegno per il nucleo familiare, che verrà erogato unitamente alle dette indennità.


Il servizio, poi, prevede il prelievo automatico delle informazioni necessarie alla compilazione della richiesta di ANF utilizzando i dati già in possesso dell’Istituto, i quali, se inesatti o incompleti, saranno corretti direttamente dal cittadino stesso. Più precisamene, i dati richiesti sono i seguenti:

  • redditi conseguiti dal lavoratore e dai componenti il nucleo familiare;
  • dati relativi ai componenti il nucleo familiare.

 

 

Una volta inviata la domanda il richiedente potrà, così, stampare:

  • la ricevuta di presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria o di mobilità ordinaria;
  • il modello DS21 Telematico;
  • il modello ANF-PREST telematico.

 

 

Le domande di disoccupazione ordinaria o di mobilità ordinaria, complete di richiesta ANF, inviate telematicamente dal cittadino, verranno così acquisite dall’utente di sede mediante la procedura DSWEB (presente in Intranet - Processi - Prestazioni a sostegno del reddito - Disoccupazione non agricola) attivando il link “Domande via Internet” posto sulla barra delle applicazioni e successivamente Domande da sportello virtuale del cittadino.


Eventuali avvisi all’utente di sede relativi alle richieste di ANF verranno evidenziate nella sezione di dettaglio delle domande inviate telematicamente. Identica procedura potrà essere eseguita presso i Patronati.

 

 

 

 

Le autorizzazione

 

Il datore di lavoro deve pagare l’assegno dietro richiesta diretta del lavoratore che dimostra di averne diritto.  In alcuni casi però il datore di lavoro è tenuto a pagare solo se il lavoratore è stato preventivamente autorizzato dall’Inps. Occorre l’autorizzazione dell’Inps in caso di richiesta per:

  • figli di genitori legalmente separati o divorziati o del coniuge già divorziato;
  • figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori;
  • figli ed equiparati per i quali non sia stata sottoscritta la prevista dichiarazione del coniuge del richiedente;
  • fratelli, sorelle e nipoti;
  • familiari maggiorenni inabili per i quali non sia già documentata l’invalidità al 100%;
  • familiari minorenni inabili per i quali non sia già documentata l’incapacità a svolgere i compiti e le funzioni dell’età;
  • familiari residenti all’estero.

 

 

 

 

Chi paga l’assegno

 

Ai lavoratori in attività, l’assegno viene materialmente corrisposto dal datore di lavoro, in occasione del pagamento della retribuzione. Il datore di lavoro chiede poi all’Inps il rimborso delle somme pagate.  Per alcune categorie di lavoratori l’assegno viene pagato direttamente dall’Inps senza l’intervento del datore di lavoro (colf, lavoratori agricoli dipendenti, disoccupati ecc.). Ai pensionati l’assegno viene pagato dall’Inps insieme alla rata di pensione.

 

 

 

 

Le nuove tabelle

 

Come già esposto, le nuove tabelle, che alleghiamo alla presente informativa, che indicano l'aumento dei limiti di reddito, valide dal 1° luglio 2011, riguardano le diverse tipologie di nucleo familiare, ovvero la presenza o meno di entrambi i genitori o di componenti inabili.  In particolare, il limite di reddito annuo minimo della tabella 11, che riguarda la generalità dei casi, e cioè il nucleo con entrambi i genitori e almeno un figlio minore e nessun componente inabile, passa da 13.422,52 euro. Resta invece invariato l'importo mensile dell'assegno: 137,5 per tre componenti; 258,33, per 4 componenti.


Per i nuclei familiari con entrambi i genitori o un solo genitore e con almeno un figlio minore, in cui non siano presenti componenti inabili di cui rispettivamente alle tabelle 11 e 12, sono stati stabiliti differenti livelli di reddito familiare, in relazione al numero dei componenti il nucleo. Più precisamente gli importi dell'assegno diminuiscono all'aumentare del reddito; infatti ad ogni 100,00 euro di aumento del reddito familiare si assiste ad una diminuzione dell'importo dell'assegno di una cifra fissa che va da un minimo di 0,5 euro ad un massimo di 25 euro.


In relazione, invece, all'assegno supplementare per i nuclei familiari con un solo genitore ed almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili, è stato inserito un assegno extra per le famiglie monoparentali:

  • per i nuclei familiari con almeno tre o quattro componenti, tra cui un figlio minore oltre il genitore fino ad un importo massimo di 1.000,00 euro all’anno;
  • per i nuclei familiari con cinque componenti oltre il genitore, fino ad un importo massimo di 1.550,00 euro all’anno.

 

 

 


Allegati:

(clicca sul link sottostante per scaricare l'allegato)

 DOMANDA DI ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE LAVORATORI DIPENDENTI

 

 

(clicca sul link sottostante per scaricare l'allegato)

 TABELLE INPS SUGLI AUMENTI DEI LIMITI DI REDDITO PER L’ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE IN VIGORE DAL 01.07.2011


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