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Dollaro palesemente debole e crollo del real brasiliano

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Trend giornaliero real brasilianoMai forse come in queste periodo le trame macroeconomiche si dipanano intrecciandosi con quelle politiche, generando alta instabilità sui mercati valutari. I movimenti dei tassi di cambio sono quindi sovente repentini, erratici e scarsamente strutturali, difficilmente analizzabili in termini di trend di fondo, poichè congiuntura e quadro istituzionale spesso non agiscono in fase ed imprimono impulsi divergenti, rendendo opaca l’evoluzione dell’intero mercato.

 

Eclatante in questo senso il caso del real brasiliano, ieri crollato dopo le notizie dell’implicazione del presidente Temer in uno scandalo per corruzione, proprio mentre l’economia brasiliana sta intensificando la fase di recupero. Il cross euro real è balzato a 3.80, ai massimi degli ultimi sei mesi. Sul cross euro dollaro, invece, ieri sono stati in particolare due gli impulsi che si sono sovrapposti: da un lato i verbali relativi alla più recente riunione di policy della BCE, dall’altro gli sviluppi della vicenda Trump.

 

I primi hanno in qualche misura sottratto impulso all’euro, dal momento che hanno enfatizzato come vi sia consenso tra i membri del Board sul fatto che la banca centrale debba agire seguendo una linea di massima prudenza, per evitare di generare turbolenza sui mercati, vanificando anni di stimolo; benchè Draghi abbia enfatizzato l’aumento di intensità della ripresa, ogni cambiamento nella comunicazione dovrà quindi essere graduale, prospettiva che apre alla possibilità che nel prossimo meeting di giugno possa esservi solo un riferimento al miglioramento della situazione congiunturale, senza un vero e proprio mutamento formale della forward guidance, con l’eliminazione dell’espressione “ i tassi resteranno bassi per un lungo periodo di tempo”.

 

Dall’altro lato, gli sviluppi del cosiddetto “Russiagate” hanno portato gli investitori a prendere in considerazione l’eventualità di un “impeachment” del presidente americano e comunque ad incorporare nelle proprie funzioni di preferenza l’indebolimento oggettivo della posizione di Trump e quindi maggiori difficoltà per l’implementazione delle politiche economiche promesse dalla nuova amministrazione nella campagna elettorale.

 

I due effetti, sommandosi, hanno generato un dollaro palesemente debole, ma meno del giorno precedente. Il cross euro dollaro, dopo aver segnato massimi a 1.1172 che hanno aggiornato il picco del tasso di cambio dal 9 novembre scorso, ha quindi corretto piuttosto bruscamente verso 1.11; l’euro yen ha stornato verso 122.5, toccando i minimi di due settimane; l’euro sterlina ha corretto verso 0.8530, ai minimi di tre giorni. Complessivamente, il Dollar Index è rimasto vicino al minimi degli ultimi sei mesi, in area 97.70.

 

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Economic Research
and Markets Strategy
Banca Aletti & C. S.p.A.
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