L’economia globale negli ultimi mesi ha registrato segnali concreti di rallentamento. Partendo dall’Europa dove il 2012 potrebbe rivelarsi un anno molto duro. Sicuramente nei primi due trimestri ci sarà recessione, acuita dalle politiche di rientro di bilancio varate dai principali Stati dell’Unione, e dal continuo peggioramento delle condizioni finanziarie dei Paesi racchiusi nell’acronimo Piigs.
Ma anche i Paesi emergenti hanno rallentato la propria crescita, che rimane comunque su livelli importanti. Le prospettive non sono più entusiasmanti e questo comporta dirette implicazioni sulle materie prime. Le principali organizzazioni internazionali interessate alla domanda e offerta di petrolio hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita della domanda nell’anno in corso.
A pesare, la situazione macroeconomica globale, con il rallentamento della crescita economica globale, stimata al 3,3% rispetto al precedente 4%. Ma si tratta comunque di crescita, che sarà di 0,8 milioni di barili, rispetto ai 0,9 milioni precedentemente previsti per una domanda di complessivi 89,9 milioni di barili.
Per l’EIA il prezzo medio del petrolio Wti si attesterà nel 2012 a 100 dollari al barile. Nel 2011 il prezzo medio è stato di 94 dollari al barile. Anche l’Opec, che rappresenta l’organizzazione internazionale dei produttori ha annunciato di attenderci una contrazione nella crescita di domanda di greggio.
L’Opec ha annunciato di aver rivisto il dato sulla crescita dell’Eurozona stimato a gennaio al +0,2%, al -0,2%
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