1) Crude Oil o Copper ... a quale delle due commodities va la palma di miglior benchmark della congiuntura economica ?
A mio parere all’ interno delle materie prime industriali il petrolio rimane il faro per quanto riguarda il settore dell’ Energy così come il rame lo è per i metalli non ferrosi.
Infatti osservando l’ andamento del prezzo di entrambe queste materie prime a partire dal 2009 arrivando ai giorni nostri vediamo come pur registrando degli sfasamenti temporali, risultano comunque molto simili avendo fatto segnare minimi nel mese di maggio 2010 il petrolio ed a giugno il rame.
Stesso discorso per quanto riguarda i loro massimi del 2011, il petrolio si è avvicinato ai 115 $ al barile nel mese di maggio, quando anche il rame era al 3% distante dal suo record assoluto.
Detto questo le differenze che si possono riscontrare riguardano la capacità diretta che puo’ avere il rame di poter fare una fotografia sull’ andamento dell’ economia cinese e per questo lo preferisco in questo primo trimestre 2012 ed invece il petrolio è un ottimo indicatore per i pericoli diretti derivanti da un’ alta inflazione, in quanto un suo prezzo costante sopra i 100 $ al barile porta una maggior osservazione dei comunicati delle banche centrali a partire dalla Federal Reserve.
2) Di fronte ai traders asserenti che i fondamentali nel trading delle commodities non hanno alcuna rilevanza ma conta solo il pompaggio delle mani forti, che reale utilita' da' l'analisi delle rilevazioni periodiche delle scorte, supportata dai livelli che si desumono dalla visione dei chart sui baltic petroliferi e relativi contango e backwardation ?
L’ entrata dei fondi nel mercato delle commodities, ben visibile osservando in particolare l’ andamento dei prezzi negli anni del 2008 e del 2009 ha portato un cambiamento significativo, dovuto in particolar modo alle piccole dimensioni di questi mercati rispetto a quelli azionari ed obbligazionari.
Da quel momento in poi i mercati delle materie prime sono rimasti diversi rispetto a prima anche se stanno lentamente ritrovando il giusto equilibrio, con un ritorno d’ importanza a tensioni o meno tra domanda ed offerta che si possono riscontrare analizzando la curva dei prezzi dal cash a quelli a termine ( Contango o Backwardation ).
La cosa certa è che imprenditori ed aziende che fino a qualche tempo fa potevano fare a meno di seguire il costante andamento delle borse e dei prezzi segnati, oggi difficilmente possono proseguire con questo atteggiamento.
In questo momento le aziende e gli imprenditori possono trarre un valore aggiunto unendo le loro conoscenze dei mercati delle commodities con delle corrette analisi finanziarie intermarket.
3) Baltic Dry Index ... ancora un valido anticipatore economico per il path sulla congiuntura o un pezzo da museo ?
In questo momento il Baltic Dry Index si sta praticamente mettendo in gioco da solo, in quanto a partire dalla settimana che si è chiusa il 16 di dicembre 2011 ad oggi ha perso c.a. il 50 % del suo valore.
Nello stesso periodo le principali commodities stanno sovraperformando quest’ indice, per cui staremo a vedere nel corso del primo trimestre 2012 se il BDI sta anticipando in modo corretto una forte contrazione a livello economico oppure il contrario.
Per cui entro i prossimi 3 mesi il mercato ci fornirà la risposta alla domanda !
4) Re dollaro ... questo sconosciuto.
Per chi segue i mercati delle materie prime è indispensabile essere attenti al comportamento del dollaro Usa, in quanto come ben sappiamo sono trattate in questa valuta.
Da parte mia ritengo corretto seguire il Futures del Dollar Index , dove il $ viene calcolato con diversi pesi sulle principali divise: Euro 57,6 %, Yen 13,6 %, Gbp 11,9 %, Cad 9,1 %, Sek 4,2 %, Chf 3,6 %.
In questo modo si riesce a leggere nel modo piu’ corretto la tendenza del $, anche se nel corso del 2011 abbiamo assistito ad un indebolimento particolare da parte dell’ euro che è di gran lunga la valuta piu’ pesata all’ interno dell’ indice.
Per questo motivo ritengo interessante affiancare in alcuni momenti di mercato altri cross come Aud/Usd che non è compreso all’ interno del paniere ma che al momento ha un interesse ufficiale del 4.25 % pur facendo parte dell’ ormai ristretto gruppo di paesi con la Tripla A .
5) Focus commodities. Way out, diversificazione, "le liason dangereuse", correlazioni inverse. Risorsa oppure condanna ?
Ritengo sempre un’ opportunità il fatto di poter diversificare i propri investimenti e quindi anche l’ apertura ai mercati delle materie prime per i privati è una cosa positiva.
Sicuramente bisogna poi essere molto bravi a scegliere gli strumenti corretti ( Derivati, Etc, Cfd, ecc…), la percentuale dell’ investimento corretto e soprattutto il timing giusto per seguire le tendenze di questi mercati, solitamente molto direzionali.
Le commodities sono sicuramente da considerare nelle scelte dell’ investimento nella categoria a rischio, ma sapendo scegliere al loro interno esiste la possibilità di poter costruire una parte del proprio portafoglio in modo equilibrato.
Uno specifico ringraziamento va a Gianluca P., conosciuto come Grifo per aver predisposto in maniera autorevole le domande, dalle quali si evidenzia un’elevata competenza e passione per i temi affrontati. Grazie anche ad Andrea Guarneri, da anni assiduo redattore del portale, autore di contenuti di elevata qualità.
Andrea Guarneri




