La settimana appena conclusa ci ha regalato un mercato fiacco che, arrivato a malapena sulla media mobile a 200 gg.(20790), è stato da lì prontamente respinto, indebolito dalle solite notizie negative sul fronte del debito pubblico dei paesi periferici e dal nostro Fib bancarizzato e manovrato dalla speculazione più di ogni altro future europeo. Infatti, sebbene i media continuino formalmente a parlare dell’Irlanda e della Spagna, piazza Affari è quella che (quasi di nascosto) soffre di più, un po’ per la composizione dell’indice principale e un po’ perché, parliamoci chiaro, c’è una voglia in giro di attaccare il nostro Paese che si percepisce a pelle anche se nessuno ancora si azzarda a dichiararci guerra in modo aperto e palese.
Le medie mobili a 5 e a 21 gg. si sono girate al ribasso e lo stocastico si è scaricato del tutto, raggiungendo la zona di ipervenduto (13,63). Ciò, unitamente alla perdita di momentum e al quasi completo annullamento della forza ribassista del trend (Aroon a 7,14) potrebbe essere una base di supporto per una ripartenza, oppure, se sarà violata la zona intorno a 19925/19835 (Fibonacci) potrebbe dar luogo a ulteriori affondi che potrebbero compromettere per un po’ di tempo la ripresa.
La mia idea è che gli storni cui stiamo assistendo siano salutari e offrano la possibilità di entrare sul mercato, per cui vedre quella in atto come una più ampia fase di consolidamento partita sostanzialmente dalla prima decade di giugno. Questi sei mesi sembrano aver offerto la possibilità di nuovi ingressi per i prossimi anni, fermo restando che dal punto di vista tecnico ci aspettavamo una discesa fino a 20.500 punti per il Ftse Mib dopo l’allungo a 20.700 che hanno avuto poco appeal.
(continua…)
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