Il colosso energetico Eni ancora una volta presenterà un bilancio annuale di tutto rispetto. La situazione congiunturale poco favorevole, i conflitti in Libia che rappresenta un Paese strategico per il cane a sei zampe, e la contrazione della domanda di petrolio non hanno frenato i conti per il 2011.
PRODUZIONE IN CALO, FRENATA IN LIBIA
Nell’anno appena terminato Eni ha registrato una produzione di petrolio in calo del 14,1%, attestandosi su 1,68 milioni di barili al giorno. Determinante la situazione libica, che ha tenuto in allarme il gruppo durante i mesi di guerriglia. Attualmente la produzione è ripresa quasi a pieno ritmo, pari all’80% della capacità produttiva che tornerà a pieno regime entro l’anno in corso.
Al netto dei rallentamenti in Libia la produzione è rimasta nell’anno sostanzialmente stabile.
Ma a salvare i conti del gruppo alcuni “successi esplorativi” riprendendo le parole dell’amministratore delegato Scaroni.
UTILE IN CRESCITA DEL 9% A 6,89 MILIARDI
Tornando ai conti, Eni nel
Per quanto riguarda le unità di business, rallentamento nella vendita di gas che si attesta a 25,47 miliardi di metri cubi, in rallentamento dell’11,4%, mentre le vendite di metano sono state di 96,76 miliardi di metri cubi, in linea con il 2010.
OUTLOOK POSITIVO, CON RIPRESA CAPACITA’ PRODUTTIVA IN LIBIA
Prospettive positive per l’anno in corso dove la produzione in Libia dovrebbe tornare a pieno ritmo, consentendo al gruppo di registrare un incremento di produzione di idrocarburi rispetto al 2011. Un apporto positivo dovrebbe arrivare anche dalla produzione di gas naturale, dopo la scoperta di un giacimento in Mozambico, dove si stima un potenziale di estrazione di 212,5 miliardi di metri cubi di gas.
Il titolo in borsa dopo aver accennato un rialzo ora viaggia intorno alla parità, contro un indice Ftse Mib in rialzo di circa 1 punto percentuale.




