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114 banche tecnicamente fallite, si salvi chi può

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Sofferenze bancarieMediobanca ha esaminato 435 banche italiane e ha scoperto che 114 di questi istituti sono praticamente falliti, hanno tali sofferenze da rendere insostenibili tali crediti deteriorati perchè abnormi. Per i media nazionali, ovviamente, vietato parlarne vietato dare numeri e vietato raccontare agli italiani com'è la situazione reale delle cassaforti dei risparmiatori.

 

Ma entriamo nel merito di quanto ha riscontrato Mediobanca. Praticamente queste 114 banche hanno sofferenze superiori al 100% del proprio capitale. Emergono dati che lasciano perplessi: ad esempio è molto strano che si parli di Monte Paschi di Siena e nulla, invece, si dica sulla banca social comunista per eccellenza che risponde al nome di Unipol. Infatti Unipol arriva al 380% di sofferenze contro, per meglio capirci, i 262% di Monte Paschi Siena. Sarebbe interessante capire chi la tiene in piedi e come sta in piedi. E anche per quale motivi si sono trovate analisi benevole su Unipol.

 

Ma all'interno di questo elenco abbiamo ovviamente popolare Vicenza (210%) e Veneto Banca (238%) e non è da dimenticare Banco Popolare (217%). Banche decisamente in cattive acque che noi cittadini italiani dovremo salvare con quei 20 miliardi che lo Stato dovrà prendere dalle nostre tasche. Ma ci sono anche alcune banche di cui non si parla mai per lo meno in Italia anzi, spesso se ne parla indicandole come banche sane; è l'esempio di Ubi Banca che ha il 117% di sofferenze. Effettivamente Ubi Banca all'estero veniva già citata come banca in difficoltà. In Italia nulla veniva riportato.

 

Un'altra banca di cui non si parla mai ma di certe dimensioni che rientra in questa interessante graduatoria è la Banca Nazionale del Lavoro anche essa con un bel 113% di sofferenze. Poi chiaramente abbiamo le innumerevoli Banche di dimensioni minori tutte quelle bcc o popolari locali che hanno grandi difficoltà. Oltre a questo dobbiamo anche considerare la quantità di titoli di Stato esagerata in possesso del nostro sistema bancario, quindi titoli di debito decisamente a rischio che vanno ad aggravare la situazione degli istituti. A questo punto e probabilmente più capibile perché si trovano analisi nelle quali si dice che il big bang italiano partirà dalle banche.

 

Risparmi investimenti bancariMediobanca sostiene che tali restando queste sofferenze, ed è facile pensare che sia così, queste banche sono destinate a fallire. Ho sempre detto e scritto che è giusto, come per qualsiasi azienda, che siano coloro che hanno rapporti con tali banche che paghino il conto come i fornitori di una qualsiasi impresa. I clienti sono fornitori di denaro alle banche e se le banche falliscono perdono i loro soldi come i fornitori delle aziende.

 

Gli italiani anziché ascoltare il tg dovrebbero cominciare ad  informarsi meglio per comprendere la solidità delle banche nelle quali tengono i loro soldi. Ma ciò che ritengo ingiusto e inaccettabile è che lo Stato spolpi i cittadini per salvare aziende private, i soldi degli italiani non dovrebbero essere utilizzati per tali eventi. Persone, aziende, banche e stati sono falliti in passato. Non vedo perchè le banche debbano avere il privilegio di essere salvate dagli italiani. Anche perchè, alla luce dello studio effettuato da Mediobanca, 20 miliardi non saranno sufficienti per coprire le future crisi bancarie. Il bello deve ancora venire. A livello internazionale si è già parlato di almeno 30 miliardi necessari.

 

Diventa chiaro anche il vero motivo per cui si vorrebbe l'eliminazione del contante; non per il nero che oggi si fa ormai con altri strumenti, bensì per evitare una corsa agli sportelli dei cittadini per ritirare i loro averi. Se non esistesse il contante, in concomitanza con qualsiasi tipo di crisi, nessuno potrebbe andare allo sportello e ritirare i propri soldi per il semplice motivo che la carta la moneta non esisterebbero più. Sarebbe tutto virtuale e questo consentirebbe allo Stato e alle banche di attuare qualsiasi piano per utilizzare i soldi degli italiani custoditi nelle banche e coprire tutte le perdite del caso e in modo discrezionale. Con grave danno per i risparmiatori italiani. Chissà se un giorno gli italiani arriveranno a capire questi meccanismi.

 

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Nicola Argeo Mastropietro
Consulente finanziario indipendente
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Il presente documento non costituisce sollecito all'investimento ma contiene informazioni ad esclusivo scopo informativo, frutto di studi e operativita' degli autori.

9 commenti

  • Nicola

    In fatto di analisi credo più a Mediobanca che ad altroconsumo. Anche perchè ero abbonato ad altroconsumo ma le sue analisi finanziarie mi hanno spesso lasciato perplesso ed è stato il motivo per il quale non mi sono più abbonato pensando che anche altre analisi di cui ero poco o per nulla competente potessero essere simile a quelle finanziarie. A parte le opinioni personali, i cds non sono tutto. Spesso si muovono su situazioni e notizie per poi tornare a livelli normali. E' successo più volte.

    Mi occupo di aziende e finanza aziendale e non ho visto e non vedo tutto questo dinamismo con BNL, ma probabilmente è dalle mie parti. Continuo ad avere per le mie aziende condizioni migliori da altri istituti. Ma a parte questo i numeri sono numeri. Puoi avere utile, ma i rapporti restano quelli: tu hai più sofferenze che capitale. Significa che se domani dovessi, come avviene per qualsiasi azienda, mettere a perdita i crediti inesigibili documentabili (ci sono crediti ancora del 2009 nelle sofferenze) BNL, come tutte le altre banche, fallirebbe. Questa è la realtà.

    Che poi venga consentito di tenere a credito tali sofferenze non significa che si è sani. Poi possiamo trovare tantissime giustificazioni, sappiamo che è consentito l'aiuto di Stato e così via.....ma in questo momento se si agisse correttamente con ciò che si sa documentato dovresti metterli a perdita e fare un bell'aumento di capitale e se è il caso un bail in coi fiocchi.

    Conosco tante aziende che fanno utili ma hanno uno squilibrio finanziario notevole e deteriorato......strano che le banche non diano soldi a queste aziende e che i titolari non riescano a venderle. Di analisi benevole ce ne sono molte, vorrei ricordare che nel 2016 c'è stato chi fino a settembre diceva che MPS era solvibile e non c'erano problemi. Parliamo del sistema bancario, quindi è normale che tante parole positive vengono spese anche per tranquillizzare.

    Nicola Link al commento
  • Nicola

    Ciao Debora, hai ragione ho dato per sottinteso molte cose. In effetti il banco popolare ha avuto un aumento andato a buon fine ed è stato sottoscritto da tutti i grandi soci della banca. Ma c'è un motivo. La stessa banca aveva difficoltà a reperire capitali e gli stessi soci erano titubanti. Poi ha cominciato a prendere corpo la possibilità della fusione più o meno imposta a pop. milano. E allora l'aumento andò a buon fine. In pratica da sola non sarebbe stata in piedi. Infatti nelle 114 banche vi era solo il Banco Popolare non Milano che aveva già ripulito in parte i suoi bilanci. In pratica con la fusione si è abbassata l'incidenza delle sofferenze nella nuova banca e con l'aumento di capitale si è potuto veleggiare in acque migliori. Ecco perchè è stato fatto. Il piano di recupero diveniva realizzabile.

    Mps, pop vicenza e veneto banca invece, non potendo diluire le proprie sofferenze non sono riuscite nell'aumento. Oggi, nella nuova diffcoltà di Pop. Vicenza e Veneto banca si è andati in Europa a chiedere l'aiuto di Stato offrendo la fusione tra le due banche. Certo potranno dimunuire i costi, ma in questo caso sarebbe l'unione tra due banche con sofferenze elevate, non ci sarebbe nessuna riduzione per effetto della fusione. Ecco perchè tarda a realizzarsi. Staremo a vedere.

    Unicredit che comunque ha sofferenze appena sotto il 100% ha con successo fatto l'aumento di capitale perchè è una banca globalizzata con diversificazione geografica e con business importanti in Germania e nei paesi dell'est. E' la più grande in Italia e tra le prime in Europa. Inoltre, facendo la somma delle quote, la maggioranza è praticamente araba. Ecco perchè era quasi scontato il successo. Dipende sempre dalle situazioni. Ci sono poche banche con business appetibili in Italia, questo è il vero problema.

    Nicola Link al commento
  • Debora

    Scusate l'ignoranza ma avrei una domanda per Nicola che nel suo commento del 29 marzo cita Banco Popolare assieme a BPVI e Veneto Banca e MPS, dicendo "pur girando il mondo non hanno trovato chi fosse disposto ad avere regalate le quote di queste banche".
    A cosa ti stai riferendo? Non mi sembra che la ricapitalizzazione da 1 miliardo di banco popolare (giugno 2016) sia andata male. Ringrazio in anticipo chiunque riesca a rispondere alla mia domanda.

    Debora Link al commento
  • Talk97777

    Ottimo articolo. Unica annotazione è sulla discrezionalità di certi dati, ritengo infatti che se si rivelassero le vere sofferenze il sistema non si reggerebbe in piedi.

    Il caso Bnl è fuorviante, essendo una banca commerciale ha ancora oggi, al pari di istituti come Sanpaolo ad esempio, un ruolo molto attivo sul mercato. È in sostanza una delle poche banche che presta soldi e avendo
    dietro il gruppo bancario più solido d'Europa (bnp) lo fa a tassi tra i più bassi sul mercato. Parliamo di un gruppo da 7,7 miliardi di euro di utili nel 2016. Bnl oggi unica banca italiana a vantare rating A, e cds piu bassi sul mercato.
    Bnp detiene 100% di bnl. Si tratta di una partecipazione strategica tanto da investire molto denaro per il suo sviluppo.

    Per tali considerazioni società indipendenti come altroconsumo la ritengono la banca più solida in Italia come da link allegato :

    https://www.altroconsumo.it/finanza/investire/mercati-e-valute/analisi/2012/06/la-banca-piu-affidabile-della-zona-euro

    Talk97777 Link al commento
  • Alessandro

    Giusto per rimanere in tema ecco cosa sta succedendo alle banche venete: Popolare di Vicenza e Veneto Banca
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-04-03/il-termometro-paura-bond-veneto-banca-e-popolare-vicenza-190226.shtml

    Alessandro Link al commento
  • Nicola

    In effetti Alessandro non si può essere sicuri di nessuna banca. Da tempo consiglio di evitare di detenere obbligazioni bancarie, soprattutto se non quotate. Le sofferenze, sono crediti praticamente non recuperabili se non in minima parte. Per fare un esempio recentemente BNL ha venduto a Banca Ifis 1 miliardo di crediti deteriorati all'1%. Cioè nulla.

    La stessa Mediobanca ricorda che il ricavabile da questi crediti sarebbe circa il 20% se va bene. Ed è ben difficile da recuperare. Molte analisi internazionali ci dicono che i 20 miliardi per salvare le banche non saranno sufficienti e minimo indicano 30 miliardi. E In pratica Mediobanca dice chiaramente che se, e non sa come, si rientrerà da questi crediti queste banche sono destinate al Bail in. D'altronde non dobbiamo stupirci.

    Chiediamoci perchè Pop vicenza, Banco Popolare, Veneto Banca e Mps, pur girando il mondo non hanno trovato chi fosse disposto ad avere regalate le quote di queste banche. Perchè anche un solo euro era buttato via. Infatti Pop Vicenza è appena uscita con 1,9 miliardi di perdita nonostante il fondo atlante.

    Meglio quindi investire anche nella stessa banca, ma avere prodotti non della casa. Obbligazioni Bei (banca europea ad esempio) Etf e Fondi Comuni (meglio di altri e non delle banche stesse, anche se gestioni distinte e tutelate). Nicola

    Nicola Link al commento
  • Vincenzo

    Articolo molto interessante, tutto giusto. Unica aggiunta: la situazione delle popolari che stanno messe peggio delle altre banche visto che hanno venduto azioni ad altissimo rischio a investitori ignari che adesso, di fatto, hanno perso tutto.

    Vincenzo Link al commento
  • LorenzoSentino

    Il concetto di sicurezza è relativo ed è anche cambiato rispetto al passato.
    Sicurezza non è più sinonimo di soldi in cassaforte. Dobbiamo valutare che le banche siano in salute e che non possano arrivare al bail-in.
    Non sono sicuri nemmeno i titoli di stato italiani visto che hanno tolto la garanzia dello Stato (Monti).

    Tra l'altro non esiste trasparenza, le banche non si fanno le spie tra loro, i media non pubblicano nulla, i politici sono tutti collusi con il sistema, le banche online solitamente sono usate per finanziare le banche madri (fineco, wadiba, webank, fideuram, chebanca e altre...)...quindi non ci rimane che rischiare.

    Oggi non si può mettere nulla al sicuro ma si deve solo valutare il rischio più coerente con il nostro profilo.

    Se togli la liquidità e la investi in fondi o titoli... elimini un rischio specifico (bail-in) ma ne accetti un altro (quello del titolo)...

    LorenzoSentino Link al commento
  • Alessandro

    Scusate, ma quindi quale banca è ormai sicura? Forse c'è anche da dire che Mediobanca non fa prestiti se non erro, e quindi non è soggetta a crediti deteriorati.
    Poi bisogna vedere anche se i crediti deteriorati sono comunque realmente pericolosi o meno rispetto all'Istituto bancario, BNL ad esempio dovrebbe essere tra le banche più solide d'Europa e magari può permettersi un po' di crediti del genere, o sbaglio?

    Poi un altro spunto di discussione...è bene quindi optare per i fondi di investimento che non sono colpiti in caso di fallimento della banca?

    Bell'articolo, davvero interessante!

    Alessandro Link al commento

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