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Crisi banca: la cassa di risparmio di Bolzano (Sparkasse) in difficoltà, pagano gli azionisti ma nessuno ne parla

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Cassa risparmio Bolzano - SparkasseParliamo di una Banca italiana, la cassa di risparmio di Bolzano, meglio conosciuta come Sparkasse. Questa banca, nel 2014, ha generato una perdita di oltre 200 milioni di euro a fronte di un capitale di 470. Il problema del nostro sistema bancario è sempre lo stesso: i soliti scheletri che ogni tanto si devono far emergere. Le facciate ufficiale dei bilanci dimostrano un apparente buono stato di salute, ma nei dettagli la situazione è ben peggiore. Infatti, la vera metastasi per le banche è costituita dai crediti inesigibili e deteriorati. Conseguenza del credito facile e dissennato dei primi anni 2000.

 

Nel caso della Sparkasse, ad esempio, risultano crediti per 6,5 miliardi, ma quelli incagliati  e deteriorati sono 1,4 miliardi; ed è questo il nodo della crisi. Ogni anno questi crediti aumentano e, nello stesso tempo,   devono essere inseriti nel bilancio nella loro vera natura almeno parte di questi crediti inesigibili. Tutti i 6,5 miliardi sono crediti, ma una percentuale variabile da istituto a istituto non è realmente credito, ma perdita di denaro.

 

La maggior parte delle nostre banche si trova in questa situazione. I numeri si conoscono in modo dettagliato solo quando la crisi si fa inevitabile e il conto lo devono pagare i risparmiatori. Già, perché come nel caso dell’istituto di Bolzano, i 20.000 azionisti, prima sono stati convinti allo sportello ad acquistare azioni della Sparkasse, adesso il valore del titolo verrà ridotto notevolmente d’ufficio causando una perdita secca per il possessore di azioni e, come se non bastasse, verrà chiesto loro di sottoscrivere un aumento di capitale di 250 milioni di euro per ripianare il debito. Cosa avvenuta anche nel 2008.

 

Il fatto inequivocabile a cui viene dato poco rilievo è l’entità delle sofferenze bancarie (crediti inesigibili, deteriorati o comunque irrecuperabili) presenti nei bilanci degli istituti. Questa tipologia di crediti è pari a 180 miliardi ufficialmente, ma c’è chi parla di 300 miliardi ipotizzabili. Non si conosce l’ammontare reale in capo ad ogni singolo istituto fino a quando gli eventi non precipitano come nel caso della Sparkasse. Ecco uno dei motivo per cui, oltre ad essere causata dalla situazione economica italiana, le nostre banche sono state penalizzate in borsa e hanno avuto riduzioni nel valore delle quotazioni.

 

Il consiglio è sempre il solito: se si devono acquistare azioni o obbligazioni bancarie è sempre meglio inserire in portafoglio titoli quotati su mercati ufficiali, titoli con liquidità elevata e, conseguentemente, facilmente negoziabili. 

 

 

 

Nicola Argeo Mastropietro
Consulente finanziario indipendente
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