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Volatilità implicita in calo sulle MibO settimanali. Resistenza a 19300

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Centrato il secondo obiettivo a 19100 punti l’indice Ftse Mib si trova adesso a contatto con un’area di resistenza molto forte dalla triplice valenza tecnica. Per le prossime due settimane è probabile un consolidamento dei valori attorno a 18500 punti, con possibile riaggiustamento fino a 18300. L’analisi della volatilità implicita e dell’open interest sulle MibO conferma questa ipotesi.

 

Ftse Mib analisi settimanale

 

L’indice Ftse Mib ha centrato il secondo obiettivo che avevamo collocato nell’area 19050/19200, e ha toccato quota 19112 come massimo infrasettimanale. Questa settimana vi ripropongo il grafico su time frame weekly (Figura 1) per farvi notare come la curva abbia testato con estrema precisione, lo scorso venerdì 16 dicembre, e anche oggi lunedì 19 dicembre, la resistenza dinamica ribassista primaria che passa proprio a quota 19050 punti. Poco sopra abbiamo la resistenza statica di medio/lungo periodo che collochiamo a 19216 punti, massimo relativo di metà marzo 2016. Inoltre la value zone di lungo periodo (determinata, in questo caso, dall’area tra le medie mobili esponenziali a 100 e 200 settimane) è compresa tra 18707 e 19238 punti. Ci troviamo dunque su una zona di forte resistenza che dal punto di vista tecnico assume una triplice valenza, e il movimento delle ultime quattro settimane, partito dai minimi relativi a 16039 punti, va interpretato (almeno per il momento) come un ampio riaggiustamento dei valori su livelli più consoni ai fondamentali, dopo la permanenza in compressione per diversi mesi nell’ormai ben noto range 16000-17400.

 

Ftse Mib daily

 

Del resto i prezzi delle azioni che compongono il principale paniere italiano sono cresciuti mediamente del +19,2% in un solo mese, e i valori di ipercomprato sono piuttosto tirati su tutti i principali oscillatori leading, in particolare lo stocastico lento su time frame daily segna circa 95 su 100 e si è già girato al ribasso. In ogni caso, quando ci si trova di fronte ad una forte tendenza, si sa che l’eccesso di comprato potrebbe persistere per diverse settimane, e se quest’area di fortissima resistenza dovesse essere superata, potremmo assistere ad una corsa agli acquisti da parte di tutti coloro che sono rimasti fuori dal rialzo della prima metà di dicembre. In questo caso l’indice Ftse Mib potrebbe effettuare un movimento in accelerazione fino a 20150 e poi 20500 punti, livelli di gennaio 2016, tenendo anche presente che i valori si trovavano attorno a 21500 punti il 30 dicembre del 2015. Al contrario, la permanenza sotto 19050/200 favorirebbe un consolidamento attorno a 18500 punti, e comunque credo che difficilmente rivedremo il Ftse Mib sotto l’area compresa tra 18000 e 18300 punti. Per quanto riguarda le opzioni MibO torniamo a lavorare sulle scadenze settimanali, e al 23 dicembre possiamo rilevare un cumulo di contratti aperti (922) sulla CALL strike 19300, mentre dal lato delle PUT non ci sono livelli di particolare importanza. Sulla scadenza successiva, quella del 30 dicembre, abbiamo 300 contratti CALL aperti sullo strike 19400 e 154 sul PUT strike 18600.

 

Quest’analisi rafforza la tesi del consolidamento per le prossime due settimane: è probabile che l’area 19300/400 non venga superata prima dell’inizio del nuovo anno, soprattutto se l’open interest dovesse aumentare nei prossimi giorni sui contratti sopra menzionati. Quindi i movimenti che ci possiamo attendere sono: 1) una prima lieve correzione da qui a venerdì mattina, che potrebbe estendersi anche fino a 18300 punti, livello dal quale passa la trendline rialzista che sostiene il movimento impulsivo partito lo scorso 29 novembre (Figura 2) (movimento che troverà già un primo supporto nell’area 18500/600 punti); 2) un successivo recupero e consolidamento con ritorno sopra 18600 punti per la settimana dal 26 al 30 dicembre. Approfondendo ancora l’analisi sulle MibO possiamo rilevare una volatilità implicita media, sugli strike a.t.m. scadenza 23 dicembre, attorno al 22/23%, mentre per la scadenza successiva del 30 dicembre la stessa vola implicita scende sotto il 20% sulle opzioni omologhe. Segno che gli operatori stanno scontando una riduzione della volatilità del mercato, e quindi un consolidamento dei prezzi.

 

A livello operativo, in un’ottica di breve, si manterranno dunque le posizioni long eventualmente già aperte con target 19200/300, take profit sotto 18800, e si incrementeranno le stesse sopra 19200 confermato in chiusura giornaliera, con obiettivo successivo 20000/150 punti, e stop loss 19050. Le posizioni short invece si possono aprire sulla forza in area 19050/100, con stop loss stretto sopra 19200 punti e target ribassisti 18800, poi 18500 punti e ancora 18300 punti, ma con molta cautela considerando che sarebbero comunque operazioni in controtendenza. In chiave strategica le correzioni sono da comprare, e quindi la debolezza del mercato nella fascia 18300/500 punti offrirebbe l’occasione per entrare long con stop loss sotto 18000 e obiettivi di breve a 19000 e 19200/300 punti. (articolo scritto lunedì 19 dicembre 2016)

 

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Pier Paolo Soldaini
Analista finanziario
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