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DISCUSSIONI OFF TOPIC » Storia, Politica e Attualità
  1. #11
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    Re: Svolta ENERGETICA?

    Gomma all’arancia, buona per ambiente e portafogli

    Pubblicato alle 16:00 in:
    Secondo la Yokohama, il suo nuovo BluEarth è un pneumatico molto “verde”: aiuta a ridurre le emissioni e i consumi. Viene prodotto con componenti naturali (come la buccia d’arancia) che ne migliorano le prestazioni.


    Galleria fotografica


    LEGGERO E AERODINAMICO - La giapponese Yokohama ha appena presentato il nuovo BluEarth, un pneumatico che promette di ridurre sensibilmente il consumo di carburante e le emissioni nocive delle auto su cui viene montato. Rispetto allo Yokohama Super E-Spec che va a sostituire, il BluEarth dovrebbe costituire un netto passo avanti. Più leggero del 17%, è anche più aerodinamico: piccoli incavi tondi sul fianco riducono i vortici che si creano quando l’aria lambisce il pneumatico in velocità. Inoltre, una pellicola interna supplementare riduce fino al 36% la tendenza a perdere pressione (che, quindi, resta quella ottimale più a lungo). Tutte queste modifiche rendono le gomme più scorrevoli; di conseguenza, il motore deve bruciare meno carburante per far avanzare la vettura.




    SCORRE MOLTO DI PIÙ
    - Una prova dell’efficienza dei BluEarth è stata effettuata al salone Autopromotec, tenutosi pochi giorni fa a Bologna: una Volkswagen Golf è stata fatta scendere da una pedana con il cambio in folle, per vedere quanta strada sarebbe riuscita a percorrere per inerzia. Con i BluEarth, l’auto si è fermata dopo 80 metri; con le gomme “normali”, dopo soli 55 metri. Una bella differenza.




    "VERDE" ANCHE LA PRODUZIONE
    - Oltre a ridurre le emissioni dei veicoli che montano i suoi pneumatici, la casa giapponese punta a una produzione la più “verde” possibile. Nelle sue fabbriche, tutti gli scarti vengono riciclati e si cerca di ridurre al minimo l’uso di materiali derivati dal petrolio. In particolare, la mescola dei nuovi BlueEarth sfrutta persino un olio estratto dalla buccia delle arance, che, miscelato con la gomma naturale, consente di ottenere una buona aderenza in frenata e in curva, pur contribuendo a un’ulteriore riduzione dell’attrito con l’asfalto. Le prime BluEarth in vendita avranno le misure 185/65 R15 88H, 195/65 R15 91H e 215/45 R17 91W, quelle utilizzate, tra l’altro, sulle più diffuse auto ibride giapponesi (come la Honda Insight e la Toyota Prius).

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  3. #12
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    Re: Svolta ENERGETICA?

    La prima cella solare con efficienza superiore al 100%

    Per ogni fotone che la colpisce rilascia più di un elettrone. L'energia fotovoltaica diventa seriamente competitiva.

    Per la prima volta, alcuni ricercatori del National Renewable Energy Laboratory (in Colorado, USA), sono riusciti a costruire una cella fotovoltaica con un'efficienza quantica esterna superiore al 100%.

    Con la definizione efficienza quantica, in campo fotovoltaico si intende il numero di cariche elettriche rilasciate per ciascun quanto assorbito, e solitamente si esprime in percentuale.

    In altre parole, indica il numero di elettroni rilasciati da ogni fotone che colpisce la cella.

    l dispositivo creato dal NREL ha raggiunto un'efficienza quantica del 114%: per ogni 100 fotoni che lo colpiscono, dunque, vengono rilasciati 114 elettroni (anche se in realtà è più corretto parlare di coppie elettrone-lacuna).

    Per ottenere questo risultati, i ricercatori hanno utilizzato il processo chiamato Multiple Exciton Generation applicato a cristalli semiconduttori con dimensioni tra i 10 e i 20 nanometri (chiamati quantum dots, punti quantici).

    La cella in sé è dunque costituita da un rivestimento esterno realizzato in vetro antiriflesso, da uno strato conduttore trasparente, uno di ossido di zinco, uno di punti quantici in seleniuro di piombo trattati con etanditiolo e idrazina, infine uno di elettrodi d'oro.

    I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Science e aprono la porta alla possibilità di creare pannelli fotovoltaici che potranno presentarsi come competitivi, o addirittura meno costosi, rispetto alle fonti di energia tradizionali.

  4. #13
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    Re: Svolta ENERGETICA?

    Così l’eolico e il solare fanno scendere la nostra bolletta

    Nel 2011 i costi dell’elettricità sono saliti meno di quanto si poteva prevedere. Merito delle energie rinnovabili, che abbattono i costi del chilowattora. Ecco come:

    OGGI IN ITALIA LA POTENZA COMPLESSIVA DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI È 12 GIGAWATT.
    QUELLA DEGLI EOLICI 6 GIGAWATT
    La Confartigianato ha da poco lanciato l’allarme sui costi dei prodotti derivati dal petrolio e del metano, che nel 2010 sono aumentati in media del 26,5 per cento. In particolare, il metano, con cui si produce la metà dell’elettricità italiana, è aumentato del 12 per cento: c’era quindi da aspettarsi un aumento di almeno il 6 per cento nella bolletta. L’aumento invece è stato decisamente inferiore: la componente energia della bolletta, quella dipendente dalla produzione elettrica (il resto sono
    tasse e addizionali varie), è passata infatti solo da 0,093 a 0,095 euro per chilowattora, quindi la crescita è stata poco più del 2 per cento. Come mai?
    «Buona parte del merito di questo mancato aumento» dice l’ingegner Alex Sorokin, della società di consulenza Interenergy, «va a fotovoltaico ed eolico e all’effetto che hanno sul mercato elettrico». Il meccanismo è questo: gran parte dei consumi elettrici
    italiani giornalieri viene coperto, ora per ora, accettando, in ordine di convenienza, le offerte che arrivano dai vari impianti, fino a raggiungere la quantità richiesta. Il prezzo finale del kWh per l’intera fascia oraria, però, è quello dell’offerta più cara entrata nel gruppo.
    «L’elettricità da sole e vento viene sempre accettata, visto che la fonte non costa nulla e va usata sul momento. Questo fa sì che più sole e vento entrano nell’offerta, e più centrali costose, come quelle meno efficienti a metano, vengono escluse da certe fasce orarie.
    Così, non essendo più queste a fissare il prezzo finale, il costo dell’elettricità in quelle fasce cala».
    Ora che in Italia ci sono impianti per 6 gigawatt di eolico e 12 di solare, la convenienza è evidente.
    «In un anno, ogni 3 per cento di mancato aumento del prezzo del kWh si traduce in circa un miliardo di euro di risparmio sulle bollette degli italiani». A questo andranno aggiunti i circa 18 miliardi di euro che, secondo l’Associazione produttori energia rinnovabile, fra 2000 e 2020 si risparmieranno per non aver dovuto acquistare permessi per emettere CO2. Senza rinnovabili, almeno 15 di questi miliardi sarebbero finiti sulle spalle dei consumatori. Certo, poi in bolletta si pagano anche gli incentivi per le rinnovabili, che fanno crescere di circa 2 centesimi il prezzo del kWh. Ma intanto sole e vento ci stanno mettendo sempre più al riparo dai capricci del mercato degli idrocarburi.

  5. #14
    leo
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    Post veramente molto interessanti, bravo Fanta!

  6. #15
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    Il futuro ha inizio..... finalmente hanno studiato e messo sul mercato una casa che produce più energia di quanto necessiti


    CasaEnergyPiù
    La casa che produce più energia di quanta ne consuma ...
    e ti fa guadagnare

    http://www.wolfhaus.it/casaenergypiu/
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  7. #16
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    Restano gli enti locali preposti come soprintendenza che in molti casi invece di permettervi di costruire una casa così intelligente vi fanno recuperare edifici in decadenza totale, ammassi di pietre e legni ammuffiti dai secoli, con forme inadatte alla vita moderna, superati sotto ogni punto di vista.
    Ma loro li vogliono per conservare la storia.
    Allora intervenga lo stato a trovare un altro mestiere a questi retrogradi ignoranti.

    Altrimenti la casa intelligente resterà un modello per ... l'estero dove vive gente più intelligente di noi.
    ... era il tardo pomeriggio di sabato 15 agosto 778 d.c. ....

  8. #17
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    Boom rinnovabili e il prezzo del kWh tocca lo zero

    Il prezzo del kWh in Borsa ha toccato lo zero per diverse ore diurne, è successo sul mercato del giorno prima per la zona Sud il 2 e il 3 maggio. Merito della sovracapacità e del massiccio contributo a costo zero delle rinnovabili, fotovoltaico in testa. Un sintomo dello sconvolgimento che le energie pulite stanno portando nel mercato elettrico.

    In questi giorni c'è stata un'altra scossa del terremoto che le rinnovabili stanno portando sul mercato elettrico. Gli operatori l'hanno sentita molto forte nella zona Sud del mercato: per la prima volta in 2 giorni lavorativi, il 2 e il 3 maggio, l'energia alla Borsa elettrica sul mercato del giorno prima per quella zona ha toccato gli zero euro per megawattora e li ha mantenuti per diverse ore, quelle centrali in cui il fotovoltaico butta sulla bilancia tutto il suo peso (vedi immagine). La conseguenza di quanto accaduto in quella zona nei 2 giorni, energia a costo zero per diverse ore, ovviamente si è riflessa sul prezzo medio nazionale, abbassandolo.
    mercato20giorno20prima20zona20sud20220 20320maggio202012
    Cosa sta succedendo? Semplificando si può dire che (assieme ad altri impianti convenzionali che producono a prezzi non fissati in Borsa) le rinnovabili come solare ed eolico, che producono a costo zero, dato che non serve combustibile per produrre un kWh in più, hanno prodotto più energia di quella richiesta. In pratica in quella zona tutti gli impianti termoelettrici che vendono la propria energia sulla Borsa (esclusi dunque alcuni con contratti diversi) sono stati spinti fuori mercato e si sono dovuti spegnere.Diversi gli ingredienti che hanno portato alla situazione del 2 e 3 maggio. Il Sud del nostro Paese ha una sovracapacità strutturale: molti impianti convenzionali pianificati e realizzati negli anni passati e che ora sono di troppo; la domanda elettrica è in flessione per la crisi; le rinnovabili, FV in testa, nell'ultimo anno sono esplose, con molta della nuova potenza localizzata proprio in quell'area. A questo va aggiunta una concausa temporalmente circoscritta ai giorni scorsi: una limitazione tecnica nelle linee di trasmissione che ha ridotto di circa 1.500 MW rispetto al normale le interconnessioni tra la zona Sud e le altre, restringendo così ulteriormente la domanda.Insomma, quella verificatasi nella zona Sud in questi due giorni è una situazione particolare. Un'altra circostanza significativa si è verificata lo scorso lunedì di Pasquetta (9 aprile 2012), quando tra le ore 13 e le 14 il 64% dell’elettricità prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili. Nello stesso momento in Sicilia le rinnovabili hanno fornito il 94% dell’energia elettrica richiesta (in Sicilia la media giornaliera, sera e notte comprese, è stata del 60%).Situazioni che alcuni potranno definire “limite” (il lunedì di Pasquetta è comunque un festivo e a quanto accaduto in zona Sud il 2 e il 3 maggio ha contribuito una limitazione della rete) ma che comunque mostrano bene quel che sta avvenendo nel nostro sistema elettrico: durante il giorno il contributo del solare e delle altre rinnovabili sta contenendo fortemente il prezzo dell'elettricità, in alcuni casi spingendolo appunto fino allo zero. La stima di Irex è che nel 2011 il FV abbia fatto risparmiare 400 milioni di euro in bolletta con questo effetto, detto di peak shaving. Quanto ci farà risparmiare in questo 2012, iniziato con oltre 9 GW di fotovoltaico in più?
    Terna ha spiegato che per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il prezzo diminuisce di 2 €/MWh. A marzo 2012 il contributo del FV è stato 3,2 volte maggiore rispetto al marzo 2011 e superiore di quasi il 30% rispetto al luglio 2011, fino ad allora mese record per la produzione FV. La richiesta di energia elettrica - in calo del 5,2% rispetto al marzo 2011 - è stata coperta dal fotovoltaico per il 6,4%, percentuale che supera il 10% se contiamo anche l’eolico (vedi qui). Sarà interessante quantificare, in base agli ultimi dati, l'effetto calmieratore sul prezzo del kWh che le rinnovabili stanno avendo, anche per far capire ai decisori politici uno tra i diversi impatti positivi che queste hanno sul sistema Paese.
    Intanto siamo certi che qualche conto se lo sta già facendo qualcun'altro: i grandi dell'energia convenzionale, che oggi e ieri hanno dovuto tenere spenti gli impianti nella zona Sud. Non è infatti più un mistero che i produttori tradizionali, specie chi ha investito in nuovi impianti a ciclo combinato, stia subendo grossi danni dalla concorrenza a prezzo zero delle fonti rinnovabili. Come abbiamo segnalato per primi, questiproduttori si stanno rifacendo dei guadagni che il fotovoltaico strappa loro durante il giorno con un aumento dei prezzi alla Borsa elettrica nel picco serale che mai si era visto prima (Qualenergia.it, Un cartello delle fossili per difendersi dal fotovoltaico? e Picco prezzo kWh 'anti-rinnovabili', l'Autorità indaga).
    Come evolverà lo scontro di interessi? Sul breve-medio termine lo sviluppo delle rinnovabili elettriche potrà subire una brusca frenata dai decreti in arrivo (come segnala anche un recente report Deutsche Bank), ma sul lungo termine, quel che è successo nella zona Sud del mercato elettrico nei giorni scorsi sarà la norma. In queste condizioni è difficile pensare come gli interessi dell'energia fossile possano reggere all'impeto delle nuove fonti pulite. Giulio Meneghello
    03 maggio 2012

  9. #18
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    Grande news !!!
    Tutti per uno. Uno per tutti.

  10. #19
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    si che.. contrasta al recupero del nostro NGAS

  11. #20
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    Beh ... le gigantesche posizioni short dovevano essere ricoperte prima o poi per assicurare gains agli LMA.
    Tutti per uno. Uno per tutti.

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